Sabato 14 novembre Fondazione Carabelli e Progetto98 saranno a Milano alla 27ª Giornata Nazionale del Trauma Cranico per portare la loro esperienza sul tema della residenzialità e del Dopo di Noi. Al centro dell’intervento, una domanda che riguarda da vicino le persone con grave cerebrolesione acquisita e le loro famiglie: che cosa accade quando termina la fase della riabilitazione e occorre tornare a costruire una vita possibile?
“Oltre la lesione. Tracciare il progetto di vita tra buone prassi, innovazione e ricerca” è il titolo scelto per la 27ª Giornata Nazionale del Trauma Cranico, promossa dalla Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico e in programma sabato 14 novembre 2026 presso l’IRCCS S. Maria Nascente della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano.
Una giornata di confronto tra associazioni, professionisti, ricercatori e realtà impegnate nell’accompagnamento delle persone con grave cerebrolesione acquisita (GCA).
Giornta costruita intorno a un tema particolarmente vicino all’esperienza di Fondazione Carabelli e Progetto98: la continuità del progetto di vita anche oltre il percorso sanitario e riabilitativo.
La riabilitazione rappresenta una fase fondamentale.
E dopo?
Arriva un momento in cui la persona e la sua famiglia devono confrontarsi con un’altra dimensione:
- il ritorno alla quotidianità,
- le relazioni,
- il lavoro quando possibile,
- l’autonomia, l’abitare,
- la partecipazione alla vita della propria comunità.
È un passaggio delicato, nel quale le prospettive individuali si intrecciano con le possibilità offerte dai servizi, dal territorio e dalle reti di sostegno.
Dopo la riabilitazione: tornare a progettare
Una grave cerebrolesione acquisita può modificare profondamente capacità, equilibri familiari, ruoli e prospettive. Il percorso successivo coinvolge quindi molti aspetti della vita della persona, dal recupero delle autonomie alla possibilità di costruire nuove abitudini, relazioni e opportunità di partecipazione. Ogni situazione presenta caratteristiche differenti e richiede un’attenzione specifica alle capacità, alle aspirazioni e ai bisogni di sostegno individuali.
Per le famiglie si apre spesso una fase complessa, nella quale alle esigenze di cura e assistenza si affiancano interrogativi sul futuro: quali autonomie sarà possibile sviluppare, quali opportunità potranno essere offerte, come organizzare la quotidianità e costruire prospettive di vita sostenibili nel tempo.
Sono domande che coinvolgono direttamente anche i servizi sociosanitari, le realtà del Terzo Settore e le comunità locali, chiamati a collaborare per offrire risposte capaci di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita.
Non a caso il programma della Giornata dedica la mattinata alle buone prassi, affrontando temi che vanno dalla normativa sui caregiver alla costruzione del progetto di vita dopo una lesione cerebrale acquisita, dal reinserimento lavorativo e dalla vita indipendente fino al Dopo di Noi.
“Indipendenti, ma mai soli”: l’esperienza di Fondazione Carabelli e Progetto98
All’interno del “Cantiere buone prassi”, Fondazione Carabelli porterà il proprio contributo con l’intervento “Dopo di noi. Indipendenti, ma mai soli”, affidato a Norma Mazzetto, componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione e Presidente Progetto98, ed Emanuela Garbini, educatrice professionale e coordinatrice dei progetti di residenzialità.
Il loro intervento sarà l’occasione per condividere un’esperienza costruita nel tempo e per raccontare come il tema dell’abitare possa diventare parte integrante di un progetto di vita.
Da Casa Amica, esperienza già consolidata nell’accompagnamento alla residenzialità, fino a Residenza La Ghianda, il nuovo progetto che Fondazione Carabelli sta realizzando a Somma Lombardo nell’ambito del Dopo di Noi, il filo conduttore è la ricerca di soluzioni abitative attente alle caratteristiche e alle aspirazioni delle persone, nelle quali sviluppare percorsi di autonomia con i sostegni necessari.
Ogni percorso verso l’autonomia si costruisce a partire dalle capacità, dalle aspirazioni e dai bisogni di sostegno della persona. L’esperienza della Fondazione si sviluppa proprio in questa direzione, attraverso progetti abitativi nei quali le scelte individuali, le relazioni e l’accompagnamento educativo trovano spazio nella quotidianità.
Il titolo scelto per l’intervento, “Indipendenti, ma mai soli”, richiama questa attenzione all’equilibrio tra autodeterminazione e sostegno, un equilibrio che richiede competenze professionali, continuità educativa, ascolto e una rete di relazioni capace di accompagnare le persone nel tempo.
Residenza La Ghianda: progettare oggi il Dopo di Noi
Il confronto nazionale sarà anche l’occasione per presentare Residenza La Ghianda, la nuova realtà abitativa che Fondazione Carabelli sta realizzando a Somma Lombardo e la cui apertura è prevista nel 2027.
La Ghianda è un progetto di co-abitazione rivolto a persone adulte con grave disabilità acquisita, pensato per offrire un contesto abitativo nel quale sviluppare percorsi individuali di autonomia, con l’accompagnamento educativo e il supporto professionale necessari.
La dimensione domestica, la condivisione degli spazi, le scelte che riguardano la vita quotidiana e le relazioni con il territorio saranno parte integrante dell’esperienza abitativa.
Particolare attenzione sarà riservata alla costruzione dei percorsi individuali, nel rispetto delle capacità e delle esigenze di ciascun futuro residente.
Il progetto pone anche una questione più ampia, che riguarda direttamente le famiglie: la possibilità di preparare il futuro con gradualità, prima che una situazione di emergenza renda necessario individuare una soluzione abitativa e assistenziale.
Per molti caregiver, il Dopo di Noi è una delle preoccupazioni più difficili da affrontare. La prospettiva di un percorso costruito nel tempo, condiviso con la persona e accompagnato da figure competenti, può contribuire ad affrontare con maggiore consapevolezza le scelte che riguardano il futuro.
Con Residenza La Ghianda, Fondazione Carabelli intende offrire il proprio contributo a questa prospettiva, attraverso un progetto che coinvolge anche la comunità di Somma Lombardo e il territorio nel quale la casa sarà inserita.
Un confronto necessario tra famiglie, servizi, ricerca e territorio
La 27ª Giornata Nazionale del Trauma Cranico proseguirà nel pomeriggio con il “Cantiere Innovazione e Ricerca”, dedicato alle nuove prospettive diagnostiche e terapeutiche, alle neuroscienze, alla robotica e alla teleriabilitazione.
Il programma si concluderà con una tavola rotonda nella quale le associazioni della Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico potranno confrontarsi direttamente con ricercatori e rappresentanti delle società scientifiche.
Il dialogo tra queste diverse competenze offre un’opportunità importante per mettere in relazione i progressi della ricerca con l’esperienza di chi opera quotidianamente accanto alle persone con grave cerebrolesione acquisita e alle loro famiglie.
Le conoscenze scientifiche, i servizi territoriali, le competenze educative e le esperienze maturate nell’ambito della residenzialità possono contribuire, ciascuno con il proprio ruolo, alla costruzione di percorsi sempre più attenti alla qualità della vita.
Per Fondazione Carabelli e Progetto98 partecipare a questo confronto è un’occasione per condividere il lavoro svolto, ascoltare altre esperienze e contribuire a una riflessione che richiede collaborazione e continuità.
Perché il percorso di una persona prosegue oltre la fase riabilitativa, con bisogni, desideri e prospettive che continuano a evolvere nel tempo. E accompagnare questo percorso rimane una responsabilità condivisa, nella quale famiglie, professionisti, associazioni e comunità possono offrire ciascuno il proprio contributo.
Informazioni e iscrizioni
27ª Giornata Nazionale del Trauma Cranico
“Oltre la lesione. Tracciare il progetto di vita tra buone prassi, innovazione e ricerca”
Sabato 14 novembre 2026
IRCCS S. Maria Nascente – Fondazione Don Carlo Gnocchi
Via Alfonso Capecelatro 66 – Milano, Edificio F
La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria entro le ore 24.00 del 10 novembre 2026.
Per iscriversi è necessario inviare un’e-mail a atractosegreteria@atracto.it, indicando nome, cognome, professione, contatto telefonico ed eventuale associazione di appartenenza.
Maggiori informazioni: www.associazionitraumi.it
à inserita.
